Dove c'è anima, c'è sporcizia.- Mario Andrea Rigoni
Dove c'è anima, c'è sporcizia.
La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.
Se non proprio col respiro, la vanità nasce con la stazione eretta.
Si può osservare che nelle discussioni politiche, religiose o d'altra natura la gente non vuole affatto conoscere la realtà delle cose, ma solo essere confermata nei suoi pregiudizi: è di una fede, non della verità, che ha bisogno.
La conoscenza è l'artificio che la vita ha inventato per dimenticare ciò che essa è: una vertigine immane.
Si è detto talvolta che Platone annuncia il Cristianesimo. Ma non c'è niente in lui del guazzabuglio giudaico: il mondo doveva trovare salvezza nelle forme, non nella fede.
L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco.
Non sono né gli anni né i giorni a farci vivere a lungo, ma l'animo.
Uno spirito, un'anima, un cuore soddisfatti sono recipienti pieni d'acqua: non ricevono più nulla che non rigettino subito.
È facile andare avanti quando l'anima gioca, ma quando l'anima è in pena il sentirla riporre i suoi giocattoli rende ardua la vita allora.
Se l'anima tua è un'onda tempestosa, non disperare che si franga nel buio per sempre. Prima di rotolare agli scogli drizza la cresta possente, e più è furiosa, più è illuminata dai lampi dell'uragano.
L'anima nostra è tale che a volte sia piccina a contenere una goccia di rugiada, a volte sia troppo vasta per contenere i mari.
Anche per la sozzura dell'anima c'è bisogno di canali di scolo e di pure acque detergenti che entro vi scorrano.
È impossibile che l'animo di un uomo possa rientrare sotto la giurisdizione di un altro.
Lo zaino più pesante che spalle umane possano reggere sul loro cammino è quello di un'anima.
I confini dell'anima non possono essere raggiunti perché l'anima è la stessa apertura dell'universo del senso. Un senso che sta prima di ogni significato.