Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere?- Daniel Kahneman
Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere?
Sostenere il dubbio è un lavoro più duro che cedere alla certezza.
L'elevata probabilità di vincere una somma ingente stabilisce un nuovo punto di riferimento provvisorio. Rispetto alle tue aspettative, non vincere niente sarebbe vissuto come una grossa perdita.
Quello che si vede è l'unica cosa che c'è.
Buon umore, intuizione, creatività, credulità e maggiore assegnamento sul sistema vanno insieme.
Chi vuol morire, o vincere, raramente è vinto.
Se domani, dopo la vittoria di stanotte, contemplandoti nudo allo specchio scoprirai un secondo paio di testicoli, che il tuo cuore non si gonfi di orgoglio, figlio mio, vuol semplicemente dire che ti stanno inculando.
Alcune sconfitte sono più trionfali delle vittorie.
Quale fortezza, quale città, nella vasta estensione dell'impero Romano, può sperare di esistere, sicura e inespugnabile, se è nostro piacere che venga cancellata dalla faccia della terra?
Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini.
Non abbiamo vinto, ma abbiamo lottato; non abbiamo abbattuto il tiranno, ma abbiamo fermato la sua corsa, non abbiamo salvato il nostro paese, ma l'abbiamo difeso, e se un giorno sarò scritta la nostra storia, potremo dire che abbiamo resistito.
Con il talento si vincono le partite, ma è solo con il gioco di squadra che si vincono i campionati.
Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.
Il timore di un danno frena. L'azione logora. La prospettiva di un vantaggio incita.
Lo spirito olimpico esiste ed esisterà sempre, perché il sentimento sportivo non può ridursi a una corsa per la vittoria, senza lealtà e rispetto dell'avversario.