Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.- Dante Alighieri
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Poca favilla gran fiamma seconda.
Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; gent'è avara, invidiosa e superba: dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l'una parte e l'altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l'erba.
A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle sì come rota ch'igualmente è mossa l'amor che move il sole e l'altre stelle.
Per lor maledizione sì non si perde, che non possa tornar, l'etterno amore, mentre che la speranza ha fior del verde.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
Laudata sii per la tua pura morte, o Sera, e per l'attesa che in te fa palpitare le prime stelle!
Ma io sono costante come la stella polare, che per il suo esser fedele, fissa e inamovibile non ha pari nel firmamento.
Ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo.
Solo quando è buio riusciamo a vedere le stelle.
I sogni sono come le stelle: le vedi brillare tutte quando le luci artificiali si spengono, eppure stavano lì anche prima. Eri tu a non vederle, per il troppo chiasso delle altre luci.
Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Vi chiedo di guardare in entrambe le direzioni. Perché la strada per la conoscenza delle stelle conduce all'atomo; e l'importante conoscenza dell'atomo è stata raggiunta attraverso le stelle.
La disperazione, un vocabolo vuoto inventato dalle persone che non guardano mai le stelle.