La sola possibilità che abbiamo, quaggiù, è vivere per gli altri.- Daria Bignardi
La sola possibilità che abbiamo, quaggiù, è vivere per gli altri.
Sul comodino ho "Cazzi e Canguri" di Aldo Busi. L'unico problema è che non l'ho ancora letto perché mi è venuto un dubbio: non so quale dei due soggetti del titolo mi attiri di più.
Nessuno sopporta il tuo dolore, la tua tristezza, nemmeno chi ti ama di più.
Quasi non me la ricordo, la vita che facevo prima d'incontrarla. Forse non era vita.
Mi fidavo ciecamente di te e mi aspettavo che tu facessi lo stesso. Non era colpa tua, mi rendevo conto che la situazione era eccezionale, ma rimaneva il fatto che mi avevi detto un sacco di balle. Un po' come se mi avessi tradito.
L'uomo che tenta di conquistarsi l'affetto altrui con delle buone azioni fa invece l'amara esperienza dell'ingratitudine.
Abba Michele ai bambini del villaggio:- Ricordatevi che noi siamo su questa terra per servire gli altri.Un fanciullo alzò la mano:- Ma gli altri, allora, a che cosa servono?
La maggior parte della gente rovina la propria vita con un altruismo malsano ed esagerato.
Il semplice desiderio di aiutare tutti gli esseri viventi non basta per riuscirvi. Può anche trasformarsi in un'ossessione e servire soltanto ad aumentare le nostre inquietudini. Di conseguenza, l'altruismo deve associarsi alla saggezza.
Se non impieghiamo noi stessi al servizio del genere umano chi dovremmo servire?
È una delle più belle ricompense della vita che nessun uomo non possa sinceramente provare ad aiutarne un altro senza nel contempo aiutare se stesso.
Durerà la razza che possiede il più elevato altruismo.
La vita è un progetto fai-da-te, fallo-per-gli-altri.
Non mi aspetto di passare attraverso questa vita che una volta sola. Se dunque ci può essere qualche gentilezza o qualche cosa buona che io possa fare per qualsiasi altro essere, lasciate che la faccia ora... dato che non passerò di nuovo per questo cammino.
Capì ciò che desiderava, ciò che aveva sempre desiderato e che sempre avrebbe desiderato: non l'essere ammirato, come aveva temuto, non l'essere amato, come si era spinto a credere, ma l'essere necessario alla gente, l'essere indispensabile.