L'universo sapeva che noi saremmo apparsi.- Deepak Chopra
L'universo sapeva che noi saremmo apparsi.
Al fine di modificare la stampa del corpodobbiamo imparare a riscrivereil software della mente.
Questo momento - quello che stai vivendo proprio adesso - è il culmine di tutti i momenti che hai sperimentato in passato. Questo momento è come è perché l'intero universo è come è.
Ogni cambiamento dei nostri stati mentali è riflesso nel respiro e poi nel corpo. Tale fenomeno funziona anche all'inverso: cambiando gli schemi di respirazione viene allo stesso modo alterato anche lo stato emotivo.
Se entriamo in sintonia con la presenza dei miracoli, in un solo istante la nostra vita potrà trasformarsi in un'esperienza splendida, più avventurosa ed eccitante di quanto potremmo mai immaginare. Se invece la ignoriamo, perderemo per sempre l'occasione di realizzarci al meglio.
Il passato è storia, il futuro è un mistero e questo momento è un dono.
In teoria vi è una perfetta possibilità di felicità: credere all'indistruttibile in noi e non aspirare a raggiungerlo.
Il fallimento è solo l'opportunità di cominciare di nuovo con più consapevolezza.
La sua obbedienza alla tempestività nasceva dalla consapevolezza di quanto fosse rara la fusione fra due esseri umani.
La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere.
A un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno.
Forse siamo delle marionette - delle marionette controllate dai vincoli della società. Ma almeno siamo marionette dotate di percezione, di consapevolezza. E forse la nostra consapevolezza è il primo passo verso la nostra liberazione.
È una cosa strana. Quando ti accade di vedere il posto dove saresti salvo, sei sempre lì che lo guardi da fuori. Non ci sei mai stato dentro. È il tuo posto, ma tu non ci sei mai.
Sono consapevole dei miei limiti, ma sono anche sicuro di non essere circondato da giganti.
Non essere consapevoli vuol dire non esistere.
Non bisogna agire e parlare come dormienti; giacché anche allora ci sembra di agire e parlare.