La sensibilità non è mai disgiunta da una certa debolezza di organizzazione.- Denis Diderot
La sensibilità non è mai disgiunta da una certa debolezza di organizzazione.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Il Dio dei cristiani è un dio che fa molto caso dei suoi pomi e poco dei suoi figli.
La sensibilità non è la qualità di un grande genio.
Con la virtù si fanno solo opere fredde. Sono la passione e il vizio ad animarle.
La vita claustrale è una vita da fanatici o da ipocriti.
Un'estrema sensibilità fa gli attori mediocri; una sensibilità mediocre fa la folla dei cattivi attori; e l'assoluta mancanza di sensibilità è il presupposto per gli attori grandissimi.
Una grande sensibilità d'animo non è che il riflesso di una grande delicatezza fisiologica.
Chi sa "ascoltarsi" vive più vite. Per chi attinge alla propria sensibilità profonda, il passato non è mai morto; non solo, ma la sua vita presente si dilata immensamente di là dai suoi limiti apparenti, ad abbracciare innumerevoli esperienze.
La morte non è niente per noi. Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
La solitudine è indispensabile per l'uomo perché acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni.
Non disprezzate la sensibilità di alcuno. La sensibilità di ogni uomo è il suo genio.
Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione.
Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
Si dovrebbe andare oltre i limiti della normale sensibilità per influenzare profondamente le altre persone.