È dovere dell'aforista non appartenere alle bande d'affori o d'affari.- Dino Basili
È dovere dell'aforista non appartenere alle bande d'affori o d'affari.
Consolarsi con la persona sbagliata, asciugarsi con un asciugamano che non asciuga.
Adesso il matrimonio va a gonfie vele. Possono permettersi di essere separati in cassa.
Cercare l'indirizzo della felicità è inutile. Cambia domicilio in continuazione.
Capita anche questo: il dietrologo diventa all'improvviso un eroe dell'avanguardia.
La tolleranza perde l'aureola se premia la mediocrità.
Lo scrittore di aforismi ricerca; contrariamente a quanto si crede, è raro che egli esprima certezze assolute; piuttosto egli racconta i risultati di un'esperienza, che come tale è limitata, anche se provata.
L'aforista è un solitario e un malpensante per definizione, un censore implacabile dei vizi del mondo.
Leggendo i grandi autori di aforismi si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.
Gli scrittori di aforismi sono come i paesi sottosviluppati: vendono le loro materie per poco.
Gli scrittori di aforismi, che sono in primo luogo scrittori di meditazione, offrono l'opportunità di scandagliare gli umori oscillanti del nostro tempo.
Tutto ciò che l'aforista può fare è stabilire le assi di riferimento.
Gli scrittori di aforismi si sforzano quasi sempre di stupire con continui guizzi di fantasia e motti di spirito. Vogliono far sorridere il lettore, come i commediografi di scarse qualità inseriscono nei dialoghi qualche battuta comica per suscitare l'applauso e rompere finalmente la noia.
La maggior parte degli aforisti è conservatrice, nel senso che non crede attuabile alcun cambiamento sostanziale: l'uomo è quello che è, povera cosa, in eterno.
Lo scrittore di aforismi esprime in primo luogo la morale della verità, aggrappata alle cose e alle persone. Egli non è uno scrittore di fantasia, ma di realtà. Il suo obiettivo è descrivere le cose, non inventarle. Questo lo rende subito ostico, scomodo.
Lo scrittore di aforismi si sente quasi sempre straniero e in esilio, comunque, separato dal resto. Il suo è per lo più un giudizio di differenza e di distacco, con cui egli sottolinea la sua personale integrità rispetto all'ipocrisia e alla corruzione del mondo.