La superstizione è la religione delle menti deboli.- Edmund Burke
La superstizione è la religione delle menti deboli.
Non dobbiamo sempre giudicare della generalità di un'opinione dal rumore dell'acclamazione.
Meglio essere disprezzati per un'apprensione troppo ansiosa, che rovinati da una sicurezza troppo confidente.
Vi è un limite oltre il quale la tolleranza cessa d'essere virtù.
Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l'abuso.
È lenta la marcia della mente umana.
Il dolore sopportato in silenzio rende forti nello spirito, ma anche fragili, disinteressati alla vita e privi di ogni difesa.
Quando si conoscono i gatti, quando si è passata una vita insieme ai gatti, quel che rimane è un fondo di sofferenza, un sentimento del tutto diverso da quello che si deve agli umani, un misto di dolore per la loro incapacità di difendersi, di senso di colpa a nome di tutti noi.
La trascendenza non si manifesta quando superiamo il livello umano ma precisamente laddove riconosciamo questo livello umano, quando riconosciamo la nostra debolezza.
Non puoi scappare da una debolezza. Devi sconfiggerla, altrimenti soccomberai. E se così deve essere, perché non adesso? E proprio dove ti trovi?
La nostra forza matura dalla debolezza.
Che è mai l'uomo? Il coraggio fu sempre dominatore dell'universo perché tutto è debolezza e paura.
Fingendoti debole acquisisci potere. E al tempo stesso fai sentire le persone più forti. Lasciandoti salvare, tu salvi loro.
Le donne sono forti con qualche momento di debolezza, che gli uomini non sopportano. Gli uomini sono deboli con qualche momento di prepotenza.
Per avere un buon nemico scegli un amico: egli sa dove colpire.
Chi conosce la propria debolezza è realmente più forte di chi crede ciecamente alla propria forza.