Non vuole più vivere, tranne che il passato.- Elias Canetti
Non vuole più vivere, tranne che il passato.
La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.
Schivare il concreto è uno dei fenomeni più inquietanti della storia dello spirito umano.
Nel giornale si trova tutto. Basta leggerlo con sufficiente odio.
L'importanza di un'anima si misura dal numero di anni che può permettersi di perdere.
Abbandonarsi ai propri pensieri per un'ora, ogni giorno, senza scopo: basta questo per rimanere qualcosa che somigli a un uomo.
Il passato non può essere trasformato in una condanna che esclude ogni riscatto.
Gli storici falsificano il passato, gli ideologi il futuro.
Chi vuol navigare finché non sia passato ogni pericolo non deve mai prendere il mare.
Il passato è stato messo in una teca, sigillato, perché non nuoccia. Lo si può venerare, ma lo si teme. E comunque non deve essere imitato. Gli antichi, invece, in ogni momento hanno sempre guardato indietro. Da lì traevano ispirazione. Cancellavano per ricreare.
È questa la cosa spaventosa: il passato di cui ricordiamo è senza tempo. Impossibile rivivere un amore come rileggendo un libro o rivedendo un film.
Nessuno sapeva bene che cosa stesse nascendo; nessuno avrebbe potuto dire se sarebbe stata una nuova arte, un uomo nuovo, una nuova morale o magari un nuovo ordinamento della società. Perciò ognuno ne diceva quel che voleva. Ma dappertutto si levavano uomini a combattere contro il passato.
Rimpiangiamo il passato anche perché lo ricordiamo male.
La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.
Il passato è la memoria, il futuro è la speranza e il presente è l'intuizione.