Non vuole più vivere, tranne che il passato.- Elias Canetti
Non vuole più vivere, tranne che il passato.
Psicologia, tollerabile quando complica gli enigmi che simula di risolvere.
La cosa più dura per chi non crede in Dio: non avere nessuno cui poter dire grazie. Più ancora che per le proprie miserie si ha bisogno di un Dio per esprimere gratitudine.
Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la morte. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso.
Io credo che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza.
Chi ha troppe parole non può che essere solo.
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
Non dovete nessuna fedeltà al passato in quanto passato; dovete fedeltà soltanto a ciò che a voi ha portato di eterno, cioè di carità.
Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.
Il passato, è la sola realtà umana. Tutto ciò che è, è passato.
Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento. Visto con gli occhi del presente, tende continuamente a modificarsi, fino a diventare quello che Sant'Agostino definiva «il presente del passato».
Il passato è come certi torturati. Duro a morire.
Rimpiangiamo il passato anche perché lo ricordiamo male.
La differenza fra Dio e gli storici consiste nel fatto che Dio non può cambiare il passato.
Il passato non è morto; non è nemmeno passato. Ce ne stacchiamo e agiamo come se ci fosse estraneo.
Possiamo chiudere con il passato, ma il passato non chiude con noi.