Chi ha troppe parole non può che essere solo.- Elias Canetti
Chi ha troppe parole non può che essere solo.
Dovranno esserci ancora ebrei quando l'ultimo ebreo sarà sterminato.
Il dubbio si fa più illusioni della fede.
La distinzione fra potere e forza è anche evidente in una sfera del tutto diversa: quella della devozione religiosa, nelle sue molteplici sfumature.
Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
Chi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto è sordo.
E a cosa serve parlare, se già sai che gli altri non provano ciò che provi tu?
Soltanto chi parla di quello che ha sperimentato è fiducioso.
Vi è solo una cosa peggiore al mondo del far parlare di sé. E' il non far parlare di sé.
Un migliaio di parole non lasciano un'impressione tanto profonda quanto una sola azione.
Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro.
La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base.
Se volessero parlare di ciò solo che intendono, gli uomini quasi non parlerebbero.
Due amici in silenzio a volte dicono di più che con mille parole.
Come mi ha insegnato Eduardo in tanti anni, per farci capire al Nord bisogna parlare un napoletano, chiamiamolo piccolo-borghese, cioè parlare in italiano con l'accento napoletano, però lasciando alcune battute napoletane perché piacciono molto.
Ascoltate il linguaggio del futuro. La parola scomparirà del tutto ed è così che si parleranno gli esseri umani!