Lei, chi è?- Emil Cioran
Lei, chi è?
La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro.
Niente rende modesti, neppure la vista di un cadavere.
Dio: una malattia dalla quale ci si crede guariti perché non ne muore più nessuno.
La felicità spinge al suicidio quanto l'infelicità, anzi ancora di più perché amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l'infelicità offre la sicurezza e il rigore del rito.
Si vive nel falso fino a che non si è sofferto. Ma quando si comincia a soffrire si entra nel vero soltanto per rimpiangere il falso.
Riempivamo gli abissi tra cose opposte, e li aprivamo tra cose affini.
Nessuno si rende conto di vivere l'istante piú felice della propria vita nell'attimo in cui lo sta vivendo.
E' già difficile organizzare una serata in compagnia di qualcuno, figuriamoci programmare i prossimi venticinque anni. E' una visione della vita del tutto incomprensibile per me.
L'egoismo non pecca tanto nelle azioni quanto nelle incomprensioni.
Ad Hollywood mi sono trovato sia bene sia male. Ho lavorato con grandi produttori come la Disney ed ho imparato molto, ma non mi capacito di quanti soldi sprecano.
Gli esseri spirituali hanno per gli aspetti pratici della vita il medesimo atteggiamento degli ignoranti per i libri: non ne capiscono niente.
Imbecilli mortali! Pensate di essere capaci di comprendere le passioni che la Natura ha posto dentro di noi, ma esse sono opera di Dio. Volete distruggere queste passioni, restringerle in angusti confini.
Non capisco la popolarità, mi piace, ma non la capisco.
L'uomo che vede entrambi i lati di una questione è un uomo che non vede assolutamente nulla.
Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l'andar del tempo, i credenti.