Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.- Emil Cioran
Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.
Senza Dio tutto è notte, e con lui la luce stessa diventa inutile.
Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.
La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.
Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un'ombra, diecimila cani ne fanno una realtà.
Dio non spiega niente, questa è la sua forza. D'altronde si ricorre a lui solo quando non si osa affrontare una realtà e ci si rifugia in una scappatoia. Lui è questa scappatoia.
Vi sono crimini che diventano innocenti e perfino gloriosi a causa del loro splendore, numero ed eccesso.
La gloria del mondo è transitoria. E non è certo la gloria a fornirci la misura della nostra vita, ma piuttosto la scelta di seguire la nostra leggenda personale, di credere nelle nostre utopie e di lottare per esse.
Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.
La vera gloria consiste nel fare ciò che merita di essere scritto, nello scrivere ciò che merita di essere letto; e nel vivere in modo da rendere il mondo più felice per il fatto che ci stiamo vivendo.
Chi de la gloria è vago sol di virtù sia pago.
La gloria, e l'altro ben, che il mondo apprezza, si truova pur in quell'altera vita.
Una goccia strappata dall'oceano perisce inutilmente. Se rimane parte dell'oceano, ne condivide la gloria di sorreggere una flotta di poderose navi.
Meglio varrebbe non aver vissuto che vivere senza gloria.
La gloria, regal femmina, vuol sedurre e non esser sedotta.
La gloria non può fare la gioia di chi l'ha usurpata, non meritata.