Dio, il grande Estraneo.- Emil Cioran
Dio, il grande Estraneo.
La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.
Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.
La felicità spinge al suicidio quanto l'infelicità, anzi ancora di più perché amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l'infelicità offre la sicurezza e il rigore del rito.
I dolori immaginari sono di gran lunga i più reali, dato che ne abbiamo un bisogno costante e li inventiamo perché non c'è modo di farne a meno.
La parola e il silenzio. Ci si sente più al sicuro vicino a un pazzo che parla, che a un pazzo incapace di aprire bocca.
Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no.
Se Dio esiste, chi è? Se non esiste, chi siamo?
Sono gli uomini che hanno dissuaso Dio dall'esistere.
Quando Dio concede l'amore a una cortigiana, quest'amore che sembra un perdono, diventa quasi sempre un castigo. Non c'è assoluzione senza penitenza.
Dio, buono e padre benigno di tutti, è potenza che insieme benefica e crea.
Vivere in incognito, come Dio.
Non bisogna giudicare Dio da questo mondo, perché è soltanto uno schizzo che gli è riuscito male.
È cosa buona per me, o Signore, piuttosto stringermi a te nella tribolazione, averti con me nella fornace, che essere senza di te fosse pure in cielo.
Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l'allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza.
Tutto ciò che l'uomo desidera invano quaggiù, è perfetto e reale in Dio.