Un computer una volta mi ha battuto a scacchi, ma non c'è stata partita con il kickboxing.- Emo Philips
Un computer una volta mi ha battuto a scacchi, ma non c'è stata partita con il kickboxing.
Un tale bussò alla porta e mi disse: "Vorrei leggere il suo contatore del gas". Gli risposi: "E i classici? Che fine hanno fatto?".
Io ero l'amico immaginario del bambino della porta accanto.
Qualche volta, al mattino, ho l'impressione che il letto non voglia che mi alzi.
I miei compagni di classe avrebbero fatto l'amore con qualunque cosa respirasse, ma io non vedevo la ragione perché dovessi darmi dei limiti.
Non che i miei genitori non fossero protettivi. A loro modo lo erano: quando attraversavo la strada loro piazzavano scommesse.
Vado alle serate di beneficenza di tutte le religioni. Mi scoccerebbe rimetterci la vita eterna per una formalità.
Il mio cane è talmente pigro! Non corre dietro alle macchine come gli altri cani. Se ne rimane sul marciapiede e prende i numeri di targa.
Ieri notte ho salvato una ragazza da un'aggressione. È bastato controllarmi.
I miei mi hanno insegnato la carità cristiana a suon di bastonate.
Sono sfortunatissimo al gioco. Penso di essere l'unico al mondo cui capita una mano al poker con cinque carte e nemmeno due dello stesso seme.
Quand'ero piccolo i miei genitori traslocavano spesso, ma io li trovavo sempre.
Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato investito da un'automobile con una gomma a terra, spinta da due tizi.
Una mia vecchia fiamma mi ha chiamato e mi ha detto: "Passa da me, non c'è nessuno". Ci sono andato: era proprio vero.
E il Signore disse: "Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro".