La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.- Ennio Flaiano
La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.
Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un'ora a farsi brutta.
Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato.
Amore? Mah... forse col tempo, conoscendoci peggio.
Aspettavamo la fine dell'arte è venuta la fine della moda.
Occhio ai corruttori di minoranze.
La pubblicità è un prezioso fattore commerciale: è il modo più economico per vendere merci, soprattutto se non valgono niente.
La pubblicità contiene le uniche verità affidabili di un giornale.
La pubblicità è il commercio dell'anima.
La pubblicità ha soltanto una ragione d'essere: quella di agganciare la curiosità del pubblico con la massima originalità, la massima sintesi, il massimo dinamismo, la massima simultaneità e la massima portata mondiale.
Anche Dio crede nella pubblicità; infatti ha messo campane in ognuna delle sue chiese.
Ci sono enormi bilanci pubblicitari solo quando non c'è nessuna differenza tra i prodotti. Se i prodotti fossero davvero diversi, la gente comprerebbe quello migliore.
La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente a essere stupida.
La pubblicità ci fa desiderare quello che non abbiamo e disprezzare quello che già abbiamo. Crea incessantemente l'insoddisfazione e la tensione del desiderio frustrato.
La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo.
Molte cose piccole sono diventate grandi con un appropriato uso della pubblicità.