La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.- Ennio Flaiano
La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.
Cosa fareste se scopriste che l'amante di vostra moglie la tradisce con un'altra?
La scelta è il male. Rifiutarsi di scegliere. Anzi, rifiutarsi, semplicemente.
Basta alzarsi una mattina alle sette e uscire per capire che abbiamo sbagliato tutto.
Quando certi uomini di teatro sollecitano la partecipazione viva del pubblico ai loro spettacoli dovrebbero meditare sui pericoli cui vanno incontro.
Amante. Una specie di moglie e di marito che col tempo diventa insopportabile.
Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo.
La pubblicità è il commercio dell'anima.
Molte cose piccole sono diventate grandi con un appropriato uso della pubblicità.
La pubblicità ha soltanto una ragione d'essere: quella di agganciare la curiosità del pubblico con la massima originalità, la massima sintesi, il massimo dinamismo, la massima simultaneità e la massima portata mondiale.
La pubblicità è un prezioso fattore commerciale: è il modo più economico per vendere merci, soprattutto se non valgono niente.
La pubblicità ci fa desiderare quello che non abbiamo e disprezzare quello che già abbiamo. Crea incessantemente l'insoddisfazione e la tensione del desiderio frustrato.
La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.
Ci sono enormi bilanci pubblicitari solo quando non c'è nessuna differenza tra i prodotti. Se i prodotti fossero davvero diversi, la gente comprerebbe quello migliore.
La pubblicità e Hollywood tentano costantemente di penetrare l'inconscio di un vasto pubblico, non per capirne le menti, ma per imporre determinati sogni collettivi e sfruttarli a fini di lucro.