La pubblicità è il commercio dell'anima.- Marcello Marchesi
La pubblicità è il commercio dell'anima.
Qui non c'è niente di sacro tranne l'osso dove si prendono i calci.
Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla.
La parte preparatoria dei rimorsi, di solito, è abbastanza piacevole.
Ipocrita: assisteva tutte le domeniche alle Sacre Finzioni.
Tira più un biglietto della lotteria che cento paia di Buoni del Tesoro.
La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo.
La pubblicità è un prezioso fattore commerciale: è il modo più economico per vendere merci, soprattutto se non valgono niente.
La pubblicità ci fa desiderare quello che non abbiamo e disprezzare quello che già abbiamo. Crea incessantemente l'insoddisfazione e la tensione del desiderio frustrato.
Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo.
La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente a essere stupida.
Anche Dio crede nella pubblicità; infatti ha messo campane in ognuna delle sue chiese.
La pubblicità è la più grande forma d'arte del XX secolo.
La pubblicità e Hollywood tentano costantemente di penetrare l'inconscio di un vasto pubblico, non per capirne le menti, ma per imporre determinati sogni collettivi e sfruttarli a fini di lucro.
Le agenzie di pubblicità esprimono per la collettività ciò che i sogni esprimono per l'individuo.
Tutti gli scandali aiutano la pubblicità perché non c'è migliore pubblicità della cattiva pubblicità.