La lode degli altri deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci della cura di noi stessi.- Epicuro
La lode degli altri deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci della cura di noi stessi.
Chi conosce i limiti della vita, sa che è facile rimuovere il dolore che proviene dal bisogno e ottenere ciò che rende la vita perfetta; sì che non ha affatto bisogno di tendere a cose che comportino lotta.
Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri né naturali né necessari, ma nati solo da vana opinione.
La voce della carne è: non aver fame, non aver sete, non aver freddo. Chi ha queste cose può gareggiare in felicità anche con Zeus.
Con più piacere va incontro al domani chi meno ha bisogno del domani.
La sorte ha poca importanza per il saggio, perché la ragione amministra le cose più importanti per tutto il tempo dell'esistenza.
Un grande classico è uno scrittore che si può lodare senza averlo letto.
Può darsi che qualche volta le lodi rovinino un uomo e lo rendano insopportabile. Ma è certo che la loro mancanza uccide sul nascere atti generosi.
Le lodi che più piacciono agli uomini sono quelle immeritate perché gli fanno credere di possedere le virtù che non hanno.
Volete che si pensi bene di voi? Non lodatevi.
Diamo alla necessità le lodi della virtù.
Non lodare un indegno solo per la sua ricchezza.
Le lodi date a noi, hanno forza di rendere stimabili al nostro giudizio materie e facoltà da noi prima vilipese, ogni volta che ci avvenga di essere lodati in alcuna di così fatte.
Chi ti loda si incensa.
Si impiegano le lodi come i soldi: perché ci siano restituite con gli interessi.
Un uomo che viene lodato è un uomo che viene messo in catene.