All'uscita dalla baia il vento è solo forza, sbriciola onde e infradicia le barbe.- Erri De Luca
All'uscita dalla baia il vento è solo forza, sbriciola onde e infradicia le barbe.
Non abbattemmo il tiranno, ma il suo castello dentro di noi.
Ho scritto i libri che non ha scritto, ho scalato le montagne che avrebbe voluto. Sono suo figlio perché ho ereditato i suoi desideri. Non si eredita il granaio, la casa, ma la penuria, il compito lasciato, la provvista mancata.
Quassù l'ispirazione entra nel naso e la mucosa fiuta la storia dell'aria, i suoi viaggi.
Devi pensare solo alla montagna e a te, non devi portare pesi oltre quello dello zaino e il tuo.
Non esiste per me un livello più alto della parola dono: da vita a vita.
So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo anche la brezza sarà preziosa.
Non ascoltare i consigli delle persone, se non del vento che passa e ci racconta le storie del mondo.
Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura.
Mare crespo, vento fresco.
Bisogna vivere come i gigli dei campi. E così voglio fare: baciata dal sole, lambita dal vento e pisciata dai dobermann.
Il maestrale si era fermato a guardarli. Non avrebbe mai voluto vederli salire in macchina e tornare a casa.
La musica è come il vento: soffia, continua a passare, a fluire. E finché c'è vento ci sono nuove canzoni.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
Combattere i mulini a vento fa più male a te che ai mulini.