Chiusi gli occhi, mi addormentai per un minuto, perché non so pregare.- Erri De Luca
Chiusi gli occhi, mi addormentai per un minuto, perché non so pregare.
Ho scritto i libri che non ha scritto, ho scalato le montagne che avrebbe voluto. Sono suo figlio perché ho ereditato i suoi desideri. Non si eredita il granaio, la casa, ma la penuria, il compito lasciato, la provvista mancata.
Quassù ritrovo l'aria, l'ispiro così forte che finalmente so cos'è l'ispirazione per un artista. È aria venuta da lontano, respirata prima da alberi e da generazioni.
I desideri dei bambini danno ordini al futuro.
Così l'attenzione che il mondo ha nei confronti di Gerusalemme è dovuta al fatto che è comunque un centro nervoso, mentre Napoli è solo un luogo narrativo, leggendario e singolare, musicale, teatrale, criminale: insomma, leggendario.
Il presente è la sola conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente.
La donna è come una buona tazza di caffè: la prima volta che se ne prende non lascia dormire.
Mio zio è morto in un sottomarino, era abituato a dormire colla finestra aperta.
E chissà se si può capire che milioni di rose non profumano mica, se non sono i tuoi fiori a fiorire, se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Poter dormire fino alle nove del mattino sarebbe un lusso.
Però, vecchio mio, questo è il grande merito del sonno, la perfezione del sonnellino. Una vacanza da te stesso, non vedere e non vedersi. Perfetto, no?
Gli animatori dormivano quando non stavano bevendo.
Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi con i capelli lunghi sparsi abbandonati sul cuscino!
Quando mi sveglio la prima cosa che faccio per precauzione è rimettermi a dormire.