Tengono una gratitudine i puverielli che nessun re ha mai sentito.- Erri De Luca
Tengono una gratitudine i puverielli che nessun re ha mai sentito.
Non esiste per me un livello più alto della parola dono: da vita a vita.
Chiusi gli occhi, mi addormentai per un minuto, perché non so pregare.
Dormo su un'amaca appesa alle travature della stiva, dondolo sopra la sala macchine. Ho quarant'anni e un sonno duro da prendere a calci per farlo smettere. Mi chiamano il morto, nessuno dorme dove riesco io. Nessuno sa da quanta vita non dormo.
Si praticava la pubblica felicità con insolenza.
Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi.
Se detesti la maleducazione, devi sempre dire grazie e per favore. Dire grazie cambia la giornata a te e a chi se lo sente dire.
E ringraziate che ci sono io, che sono una moltitudine.
Nella maggioranza degli uomini la gratitudine è solo un desiderio velato di ricevere benefici maggiori.
A volte provo un senso di gratitudine per gli anni trascorsi in prigione. Senza quegli anni, sarei piaciuto a Mi-do.
La gratitudine di un uomo è veleno per il suo benefattore.
Non bisogna essere grati a chi cessa di essere ingiusto.
La gratitudine è il paradiso di per se stessa.
C'è una virtù che gode di una sempre minor coinsiderazione: la gratitudine. Cioè l'impulso che ci porta a voler bene, ad essere riconoscenti, a cercare di ricambiare coloro che ci hanno aiutato nei momenti difficili della vita.
L'ingratitudine è il primo dovere di un principe.
Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.