Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.- Erri De Luca
Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.
L'infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato dalle altre estati, rimescolato dentro e fermo fuori.
A valle, nelle città, le parole sono aria viziata, escono dalla bocca straparlate, non portano conseguenze. ce le teniamo in bocca, costano energia e calore, usiamo le necessarie, e quello che diciamo poi facciamo. Quassù le parole stanno in pari con i fatti, fanno coppia.
Sul mare non è come a scuola, non ci stanno professori. Ci sta il mare e ci stai tu. E il mare non insegna, il mare fa, con la maniera sua.
Non esiste per me un livello più alto della parola dono: da vita a vita.
La rinuncia in montagna è un atto di umiltà, perciò difficile.
È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa.
Il più semplice scolaro sa oggi verità per le quali Archimede avrebbe sacrificato la vita.
L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.
Insopportabile una vita di cui si sa troppo.
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
Il sapere scientifico non è conoscenza certa: è solo un sapere congetturale.
Dobbiamo sapere, sapremo.
Se sapere poco è pericoloso, dov'è l'uomo che sa tanto da essere fuori pericolo?
Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.
Nessuno sa abbastanza, ed abbastanza presto.