Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.- Erri De Luca
Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.
La poesia, che non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
Si praticava la pubblica felicità con insolenza.
Quassù ritrovo l'aria, l'ispiro così forte che finalmente so cos'è l'ispirazione per un artista. È aria venuta da lontano, respirata prima da alberi e da generazioni.
Sono la più forte contraddizione delle sbarre, i libri. Al prigioniero steso sulla branda spalancano il soffitto.
Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa.
Se sapere poco è pericoloso, dov'è l'uomo che sa tanto da essere fuori pericolo?
Quel che insegna Google è che c'è oggi una parte enorme di umani per la quale, ogni giorno, il sapere che conta è quello in grado di entrare in sequenza con tutti gli altri saperi.
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.
Invidieranno il tuo successo, la tua salute, la tua intelligenza, il tuo aspetto, la tua condizione sociale, ma raramente il tuo sapere.
Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità.
Una delle bizzarrie più divertenti nel mondo, è che gli uomini credono sempre di sapere ciò che è loro necessario sapere. Guardateli parlare di politica, questa scienza così complicata; guardateli parlare di matrimonio e di costumi.
Insopportabile una vita di cui si sa troppo.
Alcuni sono ancora convinti che sapere equivalga a potere.
Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero.
Quello che si sa ha un doppio valore se al tempo stesso si confessa di non sapere quello che non si sa.