Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.- Carlo Dossi
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
Che è un matrimonio, in tutti i paesi del mondo, per quanto premeditato, se non un getto di dadi?
Uomo e donna si completano vicendevolmente, come il bottone e l'occhiello, come il violino e l'archetto.
Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser capito.
Continuamente nascono i fatti a confusione delle teorie.
Qual è la miglior lingua? Leggo Shakespeare, e dico, è l'inglese, leggo Virgilio e dico "è il latino", leggo Dante e dico è l'italiano, leggo Richter, e dico, è il tedesco, leggo Porta, e dico è il milanese.
Sapere, a volte sconcerta e spesso sconsiglia.
L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.
Quando aumenta il sapere, aumenta il dolore.
Sa poco chi dice a sua moglie tutto quello che sa.
Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.
Ci sono persone che sanno tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.
Meno sappiamo e più lunghe sono le nostre spiegazioni.
Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.
Il più semplice scolaro sa oggi verità per le quali Archimede avrebbe sacrificato la vita.