Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.- Carlo Dossi
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
È meglio non comandare del non venire obbediti.
Teneva la moglie come certi bibliofili tengono i libri, senza toccarli.
S'ha vergogna di un debito di poche lire, si ha quasi orgoglio di uno di molte. Solletica la propria vanità il poter dire "sono pieno di debiti" e si rialza superbamente la testa, invidiati perfino dai nostri creditori.
Ove non arriva la pelle di leone, si rappezzi con quella di volpe.
La traduzione delle opere letterarie, o sono fedeli e non possono essere se non cattive, o sono buone e non possono essere se non infedeli.
I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.
La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.
Ci sono persone che sanno tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.
Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.
Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.
So di non sapere.
Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.
Lo specialista è colui che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di niente.
L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.
Un pò di sapere è pericoloso: bevi a fondo dalla sorgente pieria, o non gustarne affatto: lì brevi sorsi inebriano il cervello, e il berne molta di nuovo lo rischiara.