I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.- Aristide Gabelli
I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.
La fede nelle cose del mondo è il conforto dei giovani e la fede in Dio quello dei vecchi.
Il credersi da molto è la prima delle condizioni per diventare da qualche cosa.
Non c'è istituzione, per quanto cattiva, che non sia resa tollerabile dai buoni costumi, e non ce n'è una tanto buona, che non rimanga guasta dai cattivi.
Per comprendere quanto il mondo sia buono basta osservare, quanto si meravigli d'ogni atto onesto.
È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa.
Noi crediamo di sapere qualcosa delle cose stesse, quando parliamo di alberi, colori, neve e fiori e tuttavia non disponiamo che di metafore delle cose, che non esprimono in nessun modo le essenze originarie.
L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.
L'uomo di poco sapere invecchia come un bove. Crescono le sue carni, ma non cresce la saggezza.
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
Il sapere tende a farsi vedere. Se lo si tiene segreto, deve vendicarsi.
Lui non sa nulla e pensa di sapere tutto: tutto ciò fa pensare chiaramente ad una carriera politica.
Se un uomo è onesto come scienziato, la proporzione fra quanto crede di sapere e quanto crede di non sapere varia sempre a suo discapito. E più si diventa vecchi se si cerca sinceramente la verità più si sa che non si sa niente e che ci sono tante cose che si vorrebbero sapere.
Val meglio l'ignoranza che un sapere affettato.
Se sai, sta' zitto.