I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.- Aristide Gabelli
I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.
Una giornata nella vita dei popoli è una battuta di polso in quella degli individui.
L'usanza comune a molti letterati di disprezzare il mondo moderno è una maniera dissimulata di presumersi degni di un altro migliore.
In gioventù vivere è godere, nella virilità lavorare, al di là di questa aspettar la morte.
Un bel viso ci fa credere a tutti i pregi e a tutte le virtù, lasciandoci meravigliati di vederle sparire con lui e qualche volta prima di lui.
Per comprendere quanto il mondo sia buono basta osservare, quanto si meravigli d'ogni atto onesto.
Se una cosa è così complicata da non poter essere spiegata in dieci secondi, allora non vale la pena di saperla.
Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.
Val meglio l'ignoranza che un sapere affettato.
Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.
L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.
Il vero sapere è essenzialmente armonia.
La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.
Ci sono persone che sanno tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.
Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.