Il sapere tende a farsi vedere. Se lo si tiene segreto, deve vendicarsi.- Elias Canetti
Il sapere tende a farsi vedere. Se lo si tiene segreto, deve vendicarsi.
Il romanzo, creatura di tempi più calmi, può portare qualcosa dell'antica calma nella nostra attuale precipitazione. Per molte persone potrebbe servire come un rallentatore; potrebbe incitare a perseverare; potrebbe rimpiazzare le vuote meditazioni dei loro culti.
La cosa più dura per chi non crede in Dio: non avere nessuno cui poter dire grazie. Più ancora che per le proprie miserie si ha bisogno di un Dio per esprimere gratitudine.
La più perfetta e terrorizzante opera d'arte dell'umanità è la sua ripartizione del tempo.
La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.
Chi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto è sordo.
La nostra ricchezza muore con noi, poiché l'abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora non ci occorre più nulla.
Una delle bizzarrie più divertenti nel mondo, è che gli uomini credono sempre di sapere ciò che è loro necessario sapere. Guardateli parlare di politica, questa scienza così complicata; guardateli parlare di matrimonio e di costumi.
Se sapere poco è pericoloso, dov'è l'uomo che sa tanto da essere fuori pericolo?
Il vero sapere è essenzialmente armonia.
Il più semplice scolaro sa oggi verità per le quali Archimede avrebbe sacrificato la vita.
So di non sapere.
Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità.
Sa poco chi dice a sua moglie tutto quello che sa.
Non sa niente. E crede di saper tutto. Questo indica una chiara vocazione per la carriera politica.
Tra credere e pensare di sapere vi è solo una breve distanza ed è rapidamente colmata.