Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.- Aristotele
Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.
La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa.
Lo stato delle stelle, in confronto all'uomo, sarebbe penoso se l'eccellenza dell'anima venisse ad esso negata e attribuita invece alle formiche, agli scarafaggi o alle erbe.
Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.
Non esiste grande genio senza una dose di follia.
Chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte dello Stato, e di conseguenza è o bestia o dio.
Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.
I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno.
Se una cosa è così complicata da non poter essere spiegata in dieci secondi, allora non vale la pena di saperla.
Quando aumenta il sapere, aumenta il dolore.
Il più semplice scolaro sa oggi verità per le quali Archimede avrebbe sacrificato la vita.
Dobbiamo sapere, sapremo.
Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
Il sapere scientifico non è conoscenza certa: è solo un sapere congetturale.
Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.
La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.