Meno sappiamo e più lunghe sono le nostre spiegazioni.- Ezra Pound
Meno sappiamo e più lunghe sono le nostre spiegazioni.
Le arti, quando sono sane, sono succinte.
Oggi il nome "democrazia" è rimasto alle usurocrazie, o alle daneistocrazie, se preferite una parola accademicamente corretta, ma forse meno comprensibile, che significa: dominio dei prestatori di denaro.
Da secoli, solo l'artista è riuscito a staccare l'idea di lavoro dall'idea di profitto. E non tutti gli artisti sono capaci di questa dissociazione di concetti.
I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.
Una piccola quantità di denaro che cambia di mano rapidamente farà il lavoro di una grande quantità che si muove lentamente.
Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.
Val meglio l'ignoranza che un sapere affettato.
Sapere, a volte sconcerta e spesso sconsiglia.
Se quelli che dicono male di me sapessero quel che penso di loro, direbbero peggio.
Quel che ho imparato, non lo so più. Il poco che so ancora, l'ho intuito.
Lui non sa nulla e pensa di sapere tutto: tutto ciò fa pensare chiaramente ad una carriera politica.
Noi crediamo di sapere qualcosa delle cose stesse, quando parliamo di alberi, colori, neve e fiori e tuttavia non disponiamo che di metafore delle cose, che non esprimono in nessun modo le essenze originarie.
Il sapere scientifico non è conoscenza certa: è solo un sapere congetturale.