I tormenti della bontà che non può sfogarsi, sono forse peggiori di quelli della malvagità sfogata.- Carlo Dossi
I tormenti della bontà che non può sfogarsi, sono forse peggiori di quelli della malvagità sfogata.
Teneva la moglie come certi bibliofili tengono i libri, senza toccarli.
Un vero grande uomo non può essere che umile. Egli conosce quanta pochissima parte abbia la volontà sua ne' concepimenti di lui, quanto egli debba tutto ad un incontrollabile estro che non si sa, fino ad oggi, donde venga, come esploda, perché fugga.
Se oggidì si scrivesse secondo la stretta etimologia oppure si leggesse, nessuno capirebbe più nulla; tanto le parole si dipartirono dal loro primo razionale significato.
Quando l'interesse del principe non s'accorda a quello del popolo, il principe è di danno, e quando s'accorda, il principe è inutile.
Ci fu data la lingua, sì, per parlare; ma anche i denti per tenerla assiepata.
Il malvagio pensa sempre a sé, il buono qualche volta agli altri: il più buono è l'innamorato.
L'uomo buono deve mostrare nelle sue parole come pensa e nelle sue opere come agisce.
La virtù è ardita e la bontà non ha mai paura.
Nulla è più raro della genuina bontà.
Gli uomini spesso deridono ciò che è bello e buono.
Bisogna essere buoni come il pane ... che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame.
La bontà è un cammino estremamente severo e, nella sua severità, conosce l'urgenza della discrezione. E della forza. Perché la bontà, come l'amore, richiede forza, la grande e immensa forza dello Spirito.
Veramente buono è l'uomo raro che non biasima mai le persone per i mali che capitano loro.
La bontà, che non è mai bonacciona, è difficile perché presuppone la forza di fare i conti con la complessità del reale, in cui coesistono bene e male, fraternità e violenza.
I miei anni non sono molti, eppure sento già che la bontà non è che un'accozzaglia di sillabe sonore; non l'ho trovata in nessun luogo.