La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.- Cesare Pavese
La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.
Che cosa non sonnecchia sotto la scorza di noialtri. Bisognerebbe avere il coraggio di svegliarsi e trovare se stessi. O almeno parlarne. Si parla troppo poco a questo mondo.
Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare.
Pensa male, non ti sbaglierai.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Certo, avere una donna che ti aspetta, che dormirà con te, è come il tepore di qualcosa che dovrai dire, e ti scalda e t'accompagna e ti fa vivere.
La fiducia nella bontà altrui è una notevole testimonianza della propria bontà.
Il malvagio pensa sempre a sé, il buono qualche volta agli altri: il più buono è l'innamorato.
Anche nel peggior carattere c'è il 5% di buono. Il gioco consiste nel trovarlo e quindi nello svilupparlo fino ad una proporzione dell'80% o 90%.
Nessuno può essere buono a lungo se non c'è richiesta di bontà.
Ad una persona buona non può capitare nulla di male: né in vita né in morte, le cose che lo riguardano non vengono trascurate dal Dio.
Quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà.
Bisogna esercitarsi a vedere la bontà che c'è in ognuno.
Nessuno comprende che molta parte della bellezza è bontà.
La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.
La bontà è più facile da riconoscere che da definire.