L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.- Cesare Pavese
L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.
Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare.
Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
Non si parla solamente per parlare, per dire "ho fatto questo" "ho fatto quello" "ho mangiato e bevuto", ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Viene un giorno che per chi ci ha perseguitato proviamo soltanto indifferenza, stanchezza della sua stupidità. Allora perdoniamo.
Io vagheggio il «diritto all'ozio», mentre c'è chi si affanna a cercare con la lanterna, il diritto al lavoro nella carta costituzionale.
Il vero ozio dev'essere una scelta.
L'ozio quando è troppo completo ti inchioda più dell'occupazione più frenetica.
Sono sempre le abitudini oziose quelle che si rimpiangono.
Anche oziare, ma con consapevolezza, può essere un'arte.
I lavativi hanno la pelle dura.
L'ozio è un'appendice della nobiltà.
Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l'ultimo prodotto delia civiltà, e al giorno d'oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello.
Non mi importa delle raffiche del vento e dei colpi dell'onda, ciò è molto meglio che passeggiare oziosi in un giardino.