L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.- Cesare Pavese
L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.
In genere è per mestiere disposto a sacrificarsi chi non sa altrimenti dare un senso alla sua vita.
L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più.
Il gesto - il gesto - non dev'essere una vendetta. Dev'essere una calma e stanca rinuncia, una chiusa di conti, un fatto privato e ritmico. L'ultima battuta.
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
La cosa più deliziosa non è non aver nulla da fare: è aver qualcosa da fare, e non farla.
L'ozio è il cominciamento di ogni psicologia. Come? La psicologia sarebbe forse un vizio?
L'ozio non è il non far nulla. L'ozio è essere liberi di fare qualsiasi cosa.
Anche oziare, ma con consapevolezza, può essere un'arte.
Stare in ozio richiede un forte senso di identità personale.
L'ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù.
La crudeltà è un lusso da oziosi, come le droghe e le camicie di seta.
La notte ci piace perchè, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi.
Io vagheggio il «diritto all'ozio», mentre c'è chi si affanna a cercare con la lanterna, il diritto al lavoro nella carta costituzionale.