L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.- Cesare Pavese
L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.
Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce.
Quell'estasi che dicono il vedere, il sognare quando chiavi, non è nulla di più che il piacere di addentare una nespola o un grappolo d'uva. Se ne può fare a meno.
Ciascuno ha la filosofia delle proprie attitudini.
C'è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.
Un uomo non rimpiange per amore chi l'abbia tradito, ma per avvilimento di non avere meritato la fiducia.
Se l'antichità romana ha detto: «L'ozio essere il padre de' vizi», ha inteso dire al tempo stesso: il lavoro essere il padre di ogni virtù.
Quattro sono le cose che a conoscerle mi hanno resa più saggia: l'ozio, il dolore, un amico, e un nemico.
L'ozio non è il non far nulla. L'ozio è essere liberi di fare qualsiasi cosa.
Riflettere autenticamente significa darsi a se stesso, non come una soggettività oziosa e recondita, ma come ciò che si identifica con la mia presenza al mondo e agli altri come io la realizzo adesso.
Non si lavora ad agosto nelle stanche, tue lunghe e oziose ore mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore.
La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno.
Il male supremo dell'animo è l'oziare inoperoso.
Al di sopra di ogni altra cosa imparerai ad apprezzare il valore dell'indolenza. A un uomo pieno di vitalità occorre, per conquistarla, il lavoro di tutta una vita. Una volta che se n'è gustata la dolcezza, non si può più staccarsene, anche se ciò costa lotte continue.
L'ozio è il padre di tutti i vizi, ma il vizio è il padre di tutte le arti.