C'è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.- Cesare Pavese
C'è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.
Quando si soffre, si crede che di là dal cerchio esista la felicità; quando NON si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.
Scrivere è consumare i cattivi stili adoperandoli.
La vita è dolore e la gioia dell'amore è un anestetico.
Certo, avere una donna che ti aspetta, che dormirà con te, è come il tepore di qualcosa che dovrai dire, e ti scalda e t'accompagna e ti fa vivere.
Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi. Cesare Pavese.
Quelli che hanno dei mezzi pensano che la cosa più importante al mondo sia l'amore. I poveri sanno che è la ricchezza.
Tutto vince il lavoro improbo, e nelle strettezze miseria che urge.
Consolarsi con l'altrui miserabilità può certo aiutare ad alleviare la propria disperazione ma non a migliorare se stessi.
Anche il lupo allorché capita affamato in una mandra, non pensa a riempirsi il ventre, e sgozza dalla rabbia.
La povertà non è privazione, è isolamento.
Credimi: anche la più grande saggezza talvolta ha reso miseri gli uomini.
La prova finale per un gentiluomo è il suo rispetto per coloro che non possono essere di alcuna possibile utilità per lui.
La pigrizia è madre: ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Le imperfezioni ci fanno conoscere la nostra grande miseria.
Se ci è così difficile accettare le nostre miserie, è perché abbiamo il sentore che esse non ci facciano più amare: siccome in questo o quel settore della nostra vita siamo manchevoli, ci diciamo che non meritiamo di essere amati.