Ciascuno ha la filosofia delle proprie attitudini.- Cesare Pavese
Ciascuno ha la filosofia delle proprie attitudini.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
Non è bello esser bambini: è bello da anziani pensare a quando eravamo bambini.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
Le cose si ottengono quando non si desiderano più.
L'amore è come la grazia di dio l'astuzia non serve.
Una delle domande filosofiche ricorrenti è: "un albero che cade nella foresta fa rumore anche se non c'è nessuno in ascolto?" Il che la dice lunga sulla natura dei filosofi, perché nella foresta c'è sempre qualcuno.
La scienza è ciò che sappiamo e la filosofia è ciò che non sappiamo.
Le folle consentono ad ascoltare il filosofo per divertirsi, nello stesso modo che ascolterebbero un suonatore di cornamusa o un ciarlatano.
Quanti trascurano la filosofia per dedicarsi alle altre discipline, sono simili ai Proci, i quali mentre desideravano Penelope, se la intendevano con le sue ancelle.
Platone è la filosofia e la filosofia è Platone.
Infinita è la turba degli sciocchi, cioè di quelli che non sanno nulla!
È a causa del sentimento della meraviglia che gli uomini ora, come al principio, cominciano a filosofare.
Tutta la storia della filosofia occidentale non è che una serie di note a margine su Platone.
Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
Filosofia non è altro che amistanza a sapienza.