La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.- Platone
La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.
Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte.
Non si dee rendere a nessuno ingiustizia per ingiustizia, male per male, qual ch'ella sia la ingiuria che abbi ricevuto.
L'amore è il desiderio di possedere il bene per sempre.
Il buon giudice non deve essere giovane, ma anziano, uno che ha appreso tardi che cosa è l'ingiustizia, senza averla sentita come personale e insita nella sua anima, ma per averla studiata, come una qualità altrui, nelle anime altrui.
E un cane, un cavallo, qualsiasi essere vivente potrà mai essere coraggioso se non ha anche istinto aggressivo?
Alla filosofia donano impedimento le ricchezze, e la Povertade porge camino sicuro ed ispedito.
Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
Una delle domande filosofiche ricorrenti è: "un albero che cade nella foresta fa rumore anche se non c'è nessuno in ascolto?" Il che la dice lunga sulla natura dei filosofi, perché nella foresta c'è sempre qualcuno.
Ciascuno ha la filosofia delle proprie attitudini.
Il filosofo vive di problemi come l'uomo di cibi. Un problema insolubile è un cibo indigesto.
In filosofia quel che più importa non è raggiungere la meta, sono le cose che s'incontrano per strada.
Si possono conoscere i filosofi solo attraverso le loro opere, e in nessun modo con esposizioni di seconda mano.
La filosofia, per giovar al genere umano, dee sollevar e reggere l'uomo caduto e debole, non convellergli la natura, nè abbandonarla nella sua corruzione.
Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.
Per una mente filosofica l'uccellino che pigola nel nido perché ha fame è più eloquente dei libri di un Hegel o di un Heidegger.