Il male supremo dell'animo è l'oziare inoperoso.- Guglielmo di Saint-Thierry
Il male supremo dell'animo è l'oziare inoperoso.
La perfezione si raggiunge quando la consuetudine di fare il bene si trasforma in piacere.
Ingiusto è chi non prova desiderio di te, chi non capisce e non si sente in dovere di amarti, per quanto è nelle possibilità di una creatura razionale.
Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù.
Offro quello che posso: la buona volontà; e la vorrei di ritorno con i suoi frutti.
L'ozio senza il conforto delle lettere è morte e sepoltura di un uomo vivo.
Se l'antichità romana ha detto: «L'ozio essere il padre de' vizi», ha inteso dire al tempo stesso: il lavoro essere il padre di ogni virtù.
Solitudine e ozio sono la rovina dei giovani.
L'ozio non ci fa fare quelle cose che non avremmo comunque fatto.
I lavativi hanno la pelle dura.
L'ozio è somite del vizio, e della virtute negozio.
Tu hai diritto soltanto all'azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni. Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d'essere attaccato all'inattività.
Io vagheggio il «diritto all'ozio», mentre c'è chi si affanna a cercare con la lanterna, il diritto al lavoro nella carta costituzionale.
L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
Quattro sono le cose che a conoscerle mi hanno resa più saggia: l'ozio, il dolore, un amico, e un nemico.