Coltivare l'ozio è il fine dell'uomo.- Oscar Wilde
Coltivare l'ozio è il fine dell'uomo.
Solo i moderni possono diventare sorpassati.
È solo il battitore d'asta che può ammirare egualmente e imparzialmente tutte le scuole d'arte.
Non c'è modo di azione, né forma di emozione, che noi non condividiamo con gli animali inferiori. È solo attraverso il linguaggio che siamo superiori a loro, o l'un l'altro attraverso il linguaggio, che è il padre e non il figlio del pensiero.
L'armonia di anima e corpo, che cosa grande! Nella nostra follia noi li separiamo e abbiamo inventato un realismo che è volgare e un idealismo che è vuoto.
La vita non è altro che un brutto quarto d'ora, composto da momenti squisiti.
Riflettere autenticamente significa darsi a se stesso, non come una soggettività oziosa e recondita, ma come ciò che si identifica con la mia presenza al mondo e agli altri come io la realizzo adesso.
È una fatica da cani l'oziare. Ma non protesto contro la fatica purché non miri a uno scopo preciso.
Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l'ultimo prodotto delia civiltà, e al giorno d'oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello.
Stare in ozio richiede un forte senso di identità personale.
Se l'antichità romana ha detto: «L'ozio essere il padre de' vizi», ha inteso dire al tempo stesso: il lavoro essere il padre di ogni virtù.
Nell'ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla.
La notte ci piace perchè, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi.
Convento: Luogo di ritiro per donne che desiderano meditare a loro agio sugli effetti letali dell'ozio.
I lavativi hanno la pelle dura.
È impossibile godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare.