La nostra voce è la musica che fa il vento quando ci attraversa il corpo.- Daniel Pennac
La nostra voce è la musica che fa il vento quando ci attraversa il corpo.
Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza.
Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
Il quotidiano che informa ci preserva dalla quotidianità che disturba.
Il vero piacere del romanzo è tutto nella scoperta di questa intimità paradossale: l'autore e io... La solitudine della scrittura che invoca la resurrezione del testo attraverso la mia voce muta e solitaria.
Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i saggi in mezzo a biasimi e lodi.
Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna: soffiaci dentro tu stesso.
Quando un pensiero ti domina lo ritrovi espresso dappertutto, lo annusi perfino nel vento.
C'è un simbolismo speranzoso nel fatto che le bandiere non sventolino in mancanza d'aria.
Vento. Aria che ha fretta.
Non fischiare al vento se non vuoi che soffi.
L'aria fresca della sera è il respiro del vento che si addormenta placido tra le braccia della notte.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
La musica è come il vento: soffia, continua a passare, a fluire. E finché c'è vento ci sono nuove canzoni.
Non mi importa delle raffiche del vento e dei colpi dell'onda, ciò è molto meglio che passeggiare oziosi in un giardino.