Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.- Daniel Pennac
Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.
L'idea che si possa insegnare senza difficoltà deriva da una rappresentazione idealizzata dello studente. Il buon senso pedagogico dovrebbe rappresentarci il somaro come lo studente più normale che ci sia.
La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
La nostra voce è la musica che fa il vento quando ci attraversa il corpo.
Sentiamo un po', signore, quale dei vostri sposi a cinquanta carati ha sacrificato per voi un concorso importante, un intero anno di studi, un anno di guadagni, così, per Amore, per Romanticismo, eh? Quale?
Si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura.
Il gusto si riferisce al passato, l'immaginazione al futuro.
La felicità sta nel gusto e non nelle cose; si è felici perché si ha ciò che ci piace, e non perché si ha ciò che gli altri trovano piacevole.
Detesto l'uomo che manda giù il suo cibo non sapendo che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti.
Da giovane ho imparato a suonare il pianoforte e a pensare al gusto come a un'architettura. Che cosa ho appreso alla fine? Che la semplicità è difficile.
Non c'è nulla di più terribile dell'immaginazione senza gusto.
Più si è raffinati, più si soffre.
Il vino spara fulmini e barbariche orazioni che fan sentire il gusto delle alte perfezioni.
Non ho niente da insegnare. Voglio soltanto divertire. Ma divertendosi con le mie storie i bimbi imparano la cosa più importante: il gusto della lettura.
Io sono un democratico convinto che ha, sì, i suoi gusti, ottimi, ma tiene conto però del diritto al cattivo gusto altrui, e credo che nessuno, io compreso e quindi neppure Dio, debba avere licenza di volere il mondo a sua immagine e somiglianza.
L'arte esiste solo come esercizio di gusto e di libertà individuale.