Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.- Daniel Pennac
Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.
La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.
Non c'è nulla che vada come previsto, è l'unica cosa che ci insegna il futuro quando diventa passato.
A forza di riflettere, si finisce per arrivare a una conclusione. A forza di giungere a una conclusione, succede che si prende una decisione. E una volta presa la decisione, succede che si agisce per davvero.
Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza.
Si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura.
I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?
Il gusto, per tutti, è il diritto a trasformare in piacere il proprio sostentamento quotidiano.
Cos'è, in fondo, il cattivo gusto? È invariabilmente il gusto dell'epoca che ci ha preceduto.
E' importante lavorare assaporando il gusto di ciò che fai. Il sacrificio passa inosservato se fai le cose con slancio ed entusiasmo.
Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente, ti esalta l'acqua e al gusto del salato brucia la mente e ad ogni viaggio reinventarsi un mito a ogni incontro ridisegnare il mondo e perdersi nel gusto del proibito sempre più in fondo.
Molti credono di avere un gusto classico e hanno soltanto un gusto borghese.
Strappare manifesti dai muri è la sola compensazione, l'unico modo di protestare contro una società che ha perduto il gusto del cambiamento e delle trasformazioni favolose.
La tecnica alleata alla mancanza di gusto è la più terribile nemica dell'arte.
Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.
Perché il gusto, il più rozzo dei sensi, è dispensato dalle regole etiche che governano gli altri sensi?