Molti, per desiderio di avere sempre di più, perdono anche quello che hanno.- Esopo
Molti, per desiderio di avere sempre di più, perdono anche quello che hanno.
Chi macchina sventure per gli altri tende trappole a se stesso.
Uno viene giudicato in base agli amici che si sceglie.
Non sempre la convivenza rafforza i vincoli d'amicizia.
Anche i potenti possono aver bisogno dei deboli.
Una crosta mangiata in pace è meglio di un banchetto a cui si partecipa con ansietà.
L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitù, il gaudente nel piacere. E così il lupo della steppa si rovinò con l'indipendenza.
La terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l'avidità di ogni uomo.
L'avidità è il pungolo dell'operosità.
Finché ciascuno aspira ad avere di più, non potranno che formarsi classi, non potranno che esserci scontri di classe e, in termini globali, guerre internazionali. Avidità e pace si escludono a vicenda.
L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca a far le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi.
Non essere avidi è una ricchezza, non avere la smania di comprare è una rendita.
L'avidità, la rabbia e la stupidità vanno sempre insieme. Quando nel mondo accade qualcosa di male, se osserviamo con attenzione, vedremo che è in relazione con queste tre cose. Se guardiamo ciò che vi è di buono, ci accorgeremo che non manca di saggezza, umiltà e coraggio.
Coloro che hanno molto sono spesso avidi.
L'avidità è un pozzo senza fondo, che esaurisce la persona nello sforzo incessante di soddisfare il bisogno senza mai raggiungere la soddisfazione.