Perché non c'è mai stato uno scrittore come ministro della cultura?- Fabrizio De André
Perché non c'è mai stato uno scrittore come ministro della cultura?
Ho avuto sempre pochissime idee, ma in compenso fisse.
Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.
Feconda una donna ogni volta che l'ami così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame.
Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.
Guardate il sorriso, guardate il colore come giocan sul viso di chi cerca l'amore! Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?
Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un'occhiata alla fisionomia dell'autore, di rado riescono a mantenersi seri.
La prima cosa che lo scrittore inventa è il personaggio che scriverà le sue opere.
L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.
Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura.
Vi sono due tipi di scrittori: coloro che scrivono per amore della cosa, e coloro che scrivono per scrivere. I primi hanno avuto idee oppure esperienze che sembrano loro degne di essere comunicate; i secondi hanno bisogno di denaro e perciò scrivono per denaro. Essi pensano al fine di scrivere.
Molti scrittori scrivono libri che loro stessi non leggerebbero mai.
Agli scrittori piace soltanto la puzza dei propri stronzi.
Il dovere dello scrittore è contemplare l'esistenza, non dissolversi in essa.
Lo scrittore è essenzialmente un uomo che non si rassegna alla solitudine.
Anche allo scrittore più onesto scappa una parola di troppo, quando vuole arrotondare un periodo.