Perché non c'è mai stato uno scrittore come ministro della cultura?- Fabrizio De André
Perché non c'è mai stato uno scrittore come ministro della cultura?
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
La canzone è una vecchia fidanzata con cui passerei ancora molto volentieri buona parte della mia vita, sempre e soltanto nel caso di essere ben accetto.
Ma inumano è pur sempre l'amore di chi rantola senza rancore perdonando con l'ultima voce chi lo uccide fra le braccia di una croce.
Che la pietà non vi sia di vergogna.
Per uno scrittore creativo, possedere la verità è meno importante di una sincerità emozionale.
C'è chi crede d'esser un grande scrittore perché tutti lo leggono; e c'è chi crede d'esser un grande scrittore perché non lo legge nessuno.
Uno scrittore è sempre qualcuno, per me, che ha fallito a qualche altra cosa nella vita.
Lo scrittore deve considerare i suoi vecchi testi quali altri testi, che egli riprende, cita o deforma, come farebbe di una moltitudine di altri segni.
Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri.
Per lo scrittore la bile può essere un buon ingrediente stilistico.
Uno scrittore ha sempre una vita di scorta quando ha deciso di barare con la sua.
L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.