Ci sono silenzi ottusi e silenzi acuti.- Fausto Gianfranceschi
Ci sono silenzi ottusi e silenzi acuti.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.
La vita, una lotta indomabile contro il sospetto che tutto sia vano.
Per quanto certe idee siano cattive, le persone che le rappresentano sono peggiori.
Oltre all'attesa di quello che accadrà dopo la morte, mi inquietano altri due interrogativi antecedenti e senza risposte: quando e come moriro? E il quando è meno preoccupante del come.
Nessun rimedio è all'altezza della morte.
È il pubblico scandalo ad offendere: peccare in silenzio è non peccare affatto.
Il silenzio a denti stretti cammina, a piedi nudi, lungo i sentieri.
Il silenzio delle labbra cucite non è silenzio. Si può raggiungere lo stesso risultato tagliandosi la lingua, ma nemmeno quello sarebbe silenzio. È silenzioso colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile.
Il modo più bello, secondo il mio parere, Di serbare il silenzio, è quello di tacere.
Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
Il silenzio è il maestro dei maestri perché ci insegna senza parlare.
Se immersi nel silenzio si sente squillare il campanello, si ha l'impressione che il rumore sia più stridente di quanto lo sia in realtà. Io cerco di far vibrare un colore in modo intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio.
Forse solo il silenzio esiste davvero.
Il loro silenzio è un'eloquente affermazione.
Il silenzio non è uno stato di quiete, ma una tensione, quella di un gorgo in cui i suoni si avvitano attratti verso il fondo.