La sofferenza, questa è l'unica causa della consapevolezza.- Fëdor Dostoevskij
La sofferenza, questa è l'unica causa della consapevolezza.
Vivere senza speranza significa rinunciare a vivere.
La gioventù ha a volte uno smisurato amor proprio, e l'amor proprio giovanile è quasi sempre pusillanime.
Non importa amare o odiare, fare il bene o fare il male, se ciò conduce inesorabilmente a commettere l'unico vero peccato, che è quello di distrarsi dal prossimo perché travolti dalla propria passione.
La vita è bella, e bisogna fare in modo che chiunque possa affermarlo sulla terra.
L'elemosina deprava sia colui che dà, e sia colui che prende, e per di più non raggiunge lo scopo, perché non fa che rafforzare la mendicità.
È crudele scoprire la propria mediocrità solo quando è troppo tardi. Non migliora il carattere.
I giorni passano e io non me ne accorgo, mentre sono con la mente rivolta a qualcosa.
L'unica via d'uscita è quella di riconoscere una realtà che viene prima di noi, prima di ciò che accade, prima del bene e del male che stiamo vivendo.
Non ci sono limiti per la mente ad eccezione di quelli che riconosciamo.
Cambiare non è trasformarsi in qualcun altro, è riconoscere quello che si è... e accettarlo.
Non sono un pessimista. Accorgersi del male dove esiste, a mio parere, è una forma di ottimismo.
Io so che nessuno può davvero fermarmi se non me stesso e che nessuno può davvero aiutarmi se non me stesso.
Ogni realizzatore che abbia mai incontrato dice: La mia vita è cambiata quando ho iniziato a credere in me stesso.
La verità non aiuta a soffrire meno, ma ci mostra i limiti del dolore.
La Chiave è stare nel momento presente, con consapevolezza e gratitudine.