Vado a cercare un Grande Forse.- François Rabelais
Vado a cercare un Grande Forse.
Che se la sete non è presente, bevo per la sete futura.
L'appetito vien mangiando, la sete se ne va bevendo.
L'appetito vien mangiando, diceva Angest di Mans, ma la sete se ne va bevendo.
Mancanza di denari, malattia senza pari.
Se la paura della morte è, in effetti, un'evidenza, altrettanto evidente è che questa paura, per quanto grande sia, non è mai stata in grado di contrastare le passioni umane.
La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.
Sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.
La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
Nessuno sa se per l'uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
La più gran soddisfazione che si possa dare al prossimo e che poi senza nessun dubbio ci procura le maggiori lodi, è quella di morire.
Il privilegio dei morti: non moriranno più.
Chi ben condusse sua vita male sopporterà sua morte.
La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo.