Chi mangia dimentica la fame altrui.- Franz Joseph Emil Fischer
Chi mangia dimentica la fame altrui.
Chi non è in grado di fare qualche cosa per gli altri, ha almeno il dovere di partecipare alle sofferenze altrui senza ulteriori commenti.
Nessuno sa essere tanto modesto da non considerarsi migliore di quanto effettivamente sia.
La nostra vita è l'immagine fedele della nostra filosofia reale, non presunta.
La fame è insolente, dovrà essere saziata.
L'Italia conosce la fame: non conosce il disonore.
La società ha fame di conoscenza.
La croce della povertà, la croce della fame, la croce di ogni altra sofferenza possono essere trasformate, perché la Croce di Cristo è divenuta una luce nel nostro mondo. Essa è una luce di speranza e di salvezza. Essa dà significato a tutte le sofferenze umane.
La fame umana ha una voce meravigliosamente dolce e pura. Non v'è nulla di umano nella voce della fame.
La fame fa uscire il lupo dal bosco.
Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.
Bisogna alzarsi da tavola con la fame.
La fame non ha scrupoli.
Una tazza di caffè e una sigaretta, perché fare zazen? e da qualche parte c'è chi sta combattendo con spaventose carabine, le mani incrociate sul petto, le cinture appesantite dalle granate, in preda alla sete, alla fame, al terrore, alla pazzia.