Se non hanno pane, che mangino brioches!- Maria Antonietta
Se non hanno pane, che mangino brioches!
Ero una regina e mi hanno tolto la corona, una moglie e hanno ucciso mio marito, una madre e hanno portato i miei bambini lontano da me, mi è rimasto solo il mio sangue. Prendetelo. Ma non fatemi soffrire a lungo.
Ministro: Regina, il popolo non ha più pane. Maria Antonietta: Che mangino brioches.
Siate certo che, qualunque sia la sventura che mi perseguita, io posso anche cedere alle circostanze, ma non consentirò mai ad una cosa indegna di me. È nella sventura che si capisce meglio ciò che si è.
Mi è rimasto solo il sangue, prendetelo ma non fatemi soffrire a lungo.
Sono come il figlio d'una povera affamata, che piange perché vuol mangiare, spinto dall'intensità della fame, incurante delle condizioni disperate della sua povera e pietosa madre, sconfitta dalla vita.
All'affamato spetta il pane che si spreca nella tua casa.
Ci sono persone nel mondo così affamate, che Dio non può apparire loro se non in forma di pane.
È difficile, o cittadini, discutere col ventre, che non ha orecchie.
La fame non vide mai pane cattivo.
Dopo mesi di fame, ci siamo improvvisamente ritrovati in grado di consumare i pasti come fossero destinati agli dei, e con l'appetito che gli dei avrebbero potuto invidiarci.
In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
La mia preghiera è che l'America non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore.
In amore nessuno muore di fame; molto spesso, di indigestione.