Se non hanno pane, che mangino brioches!- Maria Antonietta
Se non hanno pane, che mangino brioches!
Le stelle son buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito.
Ministro: Regina, il popolo non ha più pane. Maria Antonietta: Che mangino brioches.
Mi è rimasto solo il sangue, prendetelo ma non fatemi soffrire a lungo.
Siate certo che, qualunque sia la sventura che mi perseguita, io posso anche cedere alle circostanze, ma non consentirò mai ad una cosa indegna di me. È nella sventura che si capisce meglio ciò che si è.
La voce della coscienza e dell'onore è ben debole quando le budella urlano.
In amore nessuno muore di fame; molto spesso, di indigestione.
La fame non vide mai pane cattivo.
Non c'è più la morte rapida della malaria; ma la fame rende la vita insopportabile, il sovraffollamento diviene regola, la morte lenta per inedia minaccia tante vite di più.
A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.
Ti odiano perché si spaventano. Sanno che quando uno ha fame, la roba da mangiare se la piglia a tutt'i costi. Sanno che lasciare quella terra incolta è una bestemmia e che qualcuno finirà per pigliarsela.
La carenza mondiale di cibo che affligge ben cinquecento milioni di bambini potrebbe essere risolta al costo di un solo giorno di guerra.
Uno stomaco pieno è un grande aiuto per la poesia, e a dire il vero, nessun sentimento di nessun genere potrebbereggersi su uno stomaco vuoto.
La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.
Della mia vita di allora non mi resta oggi che quanto basta per soffrire la fame e il freddo; non sono più abbastanza vivo per sapermi sopprimere.