Il bere vino puro calma la fame.- Ippocrate
Il bere vino puro calma la fame.
Sia il sonno che l'insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.
Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute come la più grande delle gioie umane, ed imparare come, col suo stesso pensiero, trarre beneficio dalle sue malattie.
Né la società, né l'uomo, né ogni altra cosa per essere buona deve eccedere i limiti stabiliti dalla natura.
Quando è giovevole sottrarre sangue dalle vene, bisogna salassare in primavera.
È preferibile un cibo anche un po' nocivo ma gradevole, a un cibo indiscutibilmente sano ma sgradevole.
Il vino e l'uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore.
Il vino consumato dallo imbriaco. Esso vino col bevitore si vendica.
Nel suo piccolo, il microcosmo del vino descrive l'avvento, a livello planetario, di una prassi che, salvando il gesto, sembra (ho detto sembra) disperderne il senso, la profondità, la complessità, l'originaria ricchezza, la nobiltà, perfino la storia.
Sei come il vino: più invecchi più sai di tappo.
I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti.
Male, male assai fanno coloro che si lasciano vincere dal vino. A poco a poco, sentono nausea al cibo e si nutrono quasi esclusivamente di quello; indi si degradano agli occhi del mondo, diventando ridicoli, pericolosi e bestiali.
Il vino riscalda il corpo, ma la Parola di Dio riscalda la mente.
Dal vino si impara un'ipotesi importante: quando percepiamo un'evidente perdita di anima, lì stanno lavorando, sotto la superficie di un'apparente barbarie, eventi di natura diversa che è possibile riconoscere uno ad uno.
Quello che Freud è per la psicanalisi, io lo sono per il vino.
Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente.