Credere al progresso non significa credere che un progresso ci sia già stato.- Franz Kafka
Credere al progresso non significa credere che un progresso ci sia già stato.
Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono un partito politico.
L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.
Chi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero.
Mentre si ride, si pensa che ci sarà sempre tempo per la serietà.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Il progresso umano ha liberato il pensiero, ma allo stesso tempo ha incrementato l'angoscia di questo pensiero che si ritrova solo con se stesso, solo e libero. Da qui il malessere, mal di vivere che un tempo solo le menti eccezionali conoscevano, e che oggi coinvolge intere folle.
Ecco il mio motto: progresso costante. Se Dio avesse voluto che l'uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa. Noi guardiamo sempre dalla parte dell'aurora, del bocciolo, della nascita.
Nel passato gli uomini subivano la tortura della ruota, adesso subiscono quello della stampa. Questo si chiama progresso.
Niente può avere come destinazione qualcosa di diverso dalla sua origine. L'idea opposta, l'idea del progresso, è veleno.
Ogni progresso è dovuto agli scontenti. Le persone contente non desiderano alcun cambiamento.
Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro.
Dal progresso delle scienze dipende in modo diretto il progresso complessivo del genere umano. Chi frena il primo frena anche il secondo.
Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta.
Dolorosissimo ritratto del progresso: un leone, abituato alla cattività e restituito alla savana, si mette ad andare su e giù come davanti alle sbarre.
Tutto ciò che è umano deve retrocedere se non progredisce.