Tutti i progressi della civiltà sono regressi dell'individuo.- Carlo Michelstaedter
Tutti i progressi della civiltà sono regressi dell'individuo.
Come una macchia all'estremità della cornea che si vede sempre quando non la si guarda e a chi la vuol guardare sfugge la vita non si può né fuggire né possedere... se non che uno voglia chiuder gli occhi per sempre.
Un'idealità raggiunta perde ogni fascino.
L'enciclopedie sono il prodotto più turpe e più utile dell'ingegno umano.
Guai a chi invidia il passato.
Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro.
Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta.
Tutto ciò che è umano deve retrocedere se non progredisce.
Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire.
Ogni progresso della civiltà è stato denunciato come innaturale quando era ancora recente.
L'essenza del progresso è la decadenza. Progredire è morire perché vivere è morire.
Il progresso ha i suoi svantaggi; di tanto in tanto esplode.
Il progresso, la più ingegnosa e più crudele tortura dell'umanità.
Il malcontento è il primo passo verso il progresso.
Il progresso è la realizzazione dell'utopia.