Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro.- Henrik Ibsen
Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro.
Un uccello della foresta non ha bisogno di alcun riparo forzato.
L'uomo più forte è quello che resiste di più da solo.
La storia ricorda una sola soluzione veramente radicale: il diluvio universale.
Di verità permanenti e sicure ce n'è una sola: e cioè che nessuna società può vivere, vivere veramente, basandosi su vecchie verità morte e rinsecchite.
Un migliaio di parole non lasciano un'impressione tanto profonda quanto una sola azione.
Il malcontento è il primo passo verso il progresso.
Il progresso umano ha liberato il pensiero, ma allo stesso tempo ha incrementato l'angoscia di questo pensiero che si ritrova solo con se stesso, solo e libero. Da qui il malessere, mal di vivere che un tempo solo le menti eccezionali conoscevano, e che oggi coinvolge intere folle.
Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta.
Il progresso importuna la natura e dice di averla conquistata. Ha scoperto morale e macchine per portar via la natura alla natura e all'uomo; e si sente al sicuro in una costruzione del mondo tenuta insieme dall'isterismo e dai comfort.
Il progresso è innegabile. Ora anche gli ignoranti sono laureati.
Tutto ciò che è umano deve retrocedere se non progredisce.
C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.
Progresso significa che per tutto occorre sempre meno tempo e sempre più denaro.
La TV ha fatto sembrare inutile andare a teatro, la fotografia ha praticamente ucciso la pittura, ma i graffiti sono rimasti gloriosamente incontaminati dal progresso.
Il progresso ha i suoi svantaggi; di tanto in tanto esplode.