Guai a chi invidia il passato.- Carlo Michelstaedter
Guai a chi invidia il passato.
Chi sa tacere è il più forte.
Cura tanto i bisogni e le comodità materiali, quanto ti basti per non essere disturbato dal mondo esterno!
Chi teme la morte è già morto.
L'ipocrisia è la menzogna della menzogna.
Chi vuol avere un attimo solo sua la vita, esser un attimo solo persuaso di ciò che fa, deve impossessarsi del presente; vedere ogni presente come l'ultimo, come se fosse certa dopo la morte; e nell'oscurità crearsi da sé la vita.
Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te, prima di andare avanti.
Gli storici falsificano il passato, gli ideologi il futuro.
Credere che il passato possa ritornare è una necessità della mente umana, la quale, non istando mai nel presente e ignorando l'avvenire, ne cerca uno che somigli al passato.
La gratitudine guarda al passato e l'amore al presente; paura, avarizia, lussuria e ambizione guardano al futuro.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.
Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale.
Leggendo il passato si capisce meglio come siamo arrivati ad essere ciò che oggi siamo.
Il passato è stato messo in una teca, sigillato, perché non nuoccia. Lo si può venerare, ma lo si teme. E comunque non deve essere imitato. Gli antichi, invece, in ogni momento hanno sempre guardato indietro. Da lì traevano ispirazione. Cancellavano per ricreare.
Perché dovremmo guardare al passato per prepararci al futuro? Perché non c'è nessun altro posto in cui cercare.
Ci sarà sempre una penna per scrivere il futuro, ma non ci sarà mai una gomma per cancellare il passato.