Chi teme la morte è già morto.- Carlo Michelstaedter
Chi teme la morte è già morto.
Chi vuol avere un attimo solo sua la vita, esser un attimo solo persuaso di ciò che fa, deve impossessarsi del presente; vedere ogni presente come l'ultimo, come se fosse certa dopo la morte; e nell'oscurità crearsi da sé la vita.
Vana cosa è la filosofia se esce dalla vita è l'ultima illusione, e l'ultimo gioco del vecchio rimbambito è l'ultimo ottimismo che arresta la vita nel suo glorioso svolgimento verso l'universale.
Lo schizzo mette l'anima dell'artista molto più a nudo che l'opera d'arte.
Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un'infinita attività.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
Le statistiche indicano la percentuale di nati morti. Trascurano la percentuale di morti vivi.
La morte è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
Vivo alla morte, ma morto alla vita.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Morire per dormire. Nient'altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest'è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare.
Il problema più importante, quello della morte, è trattato sempre e solo da incompetenti. Non conosciamo il parere di nessun esperto.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce.