La matematica è l'alfabeto con cui Dio ha scritto l'Universo.- Galileo Galilei
La matematica è l'alfabeto con cui Dio ha scritto l'Universo.
Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più col concorso della divina grazia che con i telescopi.
Questi che esaltano tanto l'incorruttibilità, l'inalterabilità, etc., credo che si riduchino a dir queste cose per il desiderio grande di campare assai e per il terrore che hanno della morte; e non considerano che quando gli uomini fussero immortali, a loro non toccava a venire al mondo.
Infinita è la turba degli sciocchi, cioè di quelli che non sanno nulla!
Dietro ogni problema c'è un'opportunità.
Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.
Voi avrete anche inventato l'algebra, ma noi siamo quelli che hanno scoperto come usarla.
La matematica ha una strana posizione, simile pur nella sua propria posizione peculiare alle religioni rivelate - principalmente perché dalle lezioni a scuola in poi è stata presentata come un'arte arcana esercitata dagli unici umani con accesso alle verità platoniche.
La poesia non riempie la vita, non la riempie neppure la matematica, neppure l'atletica. Ma è buona norma riempire la vita di cascami, di rifiuti, di stracci, di musica (come fa il mio figlioccio), di puzzles (come fa mia moglie), piuttosto che starsene a mugugnare.
La matematica è un metodo logico. Le proposizioni della matematica sono equazioni, dunque proposizioni apparenti.
È dunque attraverso lo studio delle matematiche, e solo mediante esse, che ci si può fare un'idea giusta ed approfondita di ciò che è una scienza.
Anche se le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non possiedono una veridicità assoluta, e se l'avessero, allora non si riferirebbero alla realtà.
Gli autori più moderni, come i più antichi, lottano per subordinare i fenomeni della natura alle leggi della matematica.
La più bella di tutte le lingue non è dunque il greco, è la matematica.
La matematica, ahinoi, si presta ai colpi bassi. C'è un «terrorismo matematico», che consiste nello spaventare l'avversario sparandogli contro raffiche di equazioni, derivate, integrali, logaritmi, matrici, teoremi e corollari.
Il matematico non scopre: inventa.